L'HoloMeeting 10
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Ecco l'HoloMeeting del 13 dicembre 2008, a Fusignano (RA), nell'azienda di William!

Questo è il report del decimo incontro degli amici di HoloLaser.

Per la visualizzazione di tutti i "filmini" (realizzati con la macchina fotografica) ti serve il codec DivX.

Alcune foto sono forse un poco mosse ma preferisco di gran lunga il mosso all'utilizzo del flash (se possibile lo evito).

Premessa: le foto ogni tanto sembrano essere state messe un po' a casaccio: è vero!
Il fatto è che gli HoloMeeting di fatto sono improvvisati: non si sa mai che cosa ciascuno porterà da mostrare agli altri o da provare. Ho preferito tenere l'ordine delle foto abbastanza fedele a come sono state riprese: in questo modo si rende meglio l'idea di come avvengono gli HoloMeeting: i momenti espositivi sono contemporanei, ogni tanto qualcuno grida: "Venite a vedere!", bisogna continuare a saltare da una cosa all'altra ... è il suo bello! Per lo stesso motivo è difficile riuscire a documentare bene ogni evento: ci vorrebbe l'ubiquità!
Insomma ho cercato di riprodurre il più fedelmente possibile l'atmosfera che si può godere partecipando, a tutto vantaggio di chi non ha potuto partecipare - vero Alberto? - dai, la volta prossima vedi di non ammalarti all'ultimo momento ...  ;-)

È stato un HoloMeeting piuttosto vario: LASER show, esperimenti di elettrolisi, orologi particolari ... leggi e saprai!

L'HoloMeeting è stato ospitato dall'azienda di William Balsamini, l'Autec.
Per arrivare inseriamo nel navigatore l'indirizzo, ma poiché conosce il civico 111, immettiamo il 112: ci conduce in un cortile i cui abitanti restano sorpresi della richiesta inusuale. scopriamo poi che non siamo stati gli unici a seguire quella strada. in ogni caso, usando il buon senso, siamo arrivati a destinazione!

Si comincia subito con gli ologrammi. serve ovviamente una luce concentrata ma in azienda l'unico faretto è in una stanza non riscaldata! poco male: ci trasferiamo in blocco lì e Cristiano inizia a sfoggiare i due ologrammi che ha prodotto a partire dalla realizzazione, in proprio, della gelatina olografica, con successiva stesura sulla lastra di vetro, ecc. Subito si vede l'alta qualità raggiunta, sia per quanto riguarda la gelatina, sia per la tecnica di realizzazione.

Ecco Cristiano che posa con la sua opera.

È il momento di Mauro, che mostra che cosa è riuscito ad ottenere dalle lastre preparate da Cristiano.

Rabbia di Cristiano (bonariamente, ovviamente) quando vede la luminosità delle sue lastre quando sono state esposte e trattate da Mauro! Ciò non può che confermare il livello altissimo delle lastre di Cristiano.
Ricordo che Cristiano è in grado di preparare sue le lastre preparando in casa l'emulsione, a partire dai suoi costituenti e usando una sua ricetta che va via via ottimizzando per migliorarne la qualità.

Mauro ci mostra alcuni ologrammi transmission: sono quelli visibili in luce LASER. Meno male che Gianpietro ha con sé il suo puntatore verde!

Questo è stato prodotto per il museo di Bogotà.

Questo raffigura un teschio umano ...

Il teschio viene proiettato sul muro

Qui si può vedere il Teschio proiettato sul muro e qui sotto Andrea si presta per una proiezione sovrapposta ...

Gialorenzo, sempre nella stanza fredda, estrae due oggetti in vetro curiosi.
Il primo è una fialetta di vetro con all'interno un tubo che presenta diverse protuberanze; tra i due tubi c'è un po' di Mercurio liquido in un'atmosfera rarefatta di Elio. La cosa curiosa è che con la semplice agitazione il mercurio riesce a ionizzare l'Elio che emette una tenue luce. Qui la si può vedere.
Il secondo non sono riuscito a fotografarlo, nel casino generale. Si tratta sostanzialmente di una fiala contenente acqua. La pressione del vapore è molto bassa: in tali condizioni accade che con un rapido abbassamento del tubo, tenuto verticale, si formi una bolla tra la parte inferiore del tubo e l'acqua, che per inerzia mantiene grossomodo la forma che aveva prima dello scossone, quando era appoggiata sul vetro. Siccome la pressione è bassa, quando l'acqua torna per gravità verso il fondo del tubo la bolla implode e si percepisce sia con l'udito che con la mano il netto colpo dell'acqua che colpisce la parete di fondo del tubo. L'effetto è simile alla cavitazione, ma è un vero e proprio colpo d'ariete. Spero di essermi spiegato chiaramente ...
Comunque i due tubi sono prodotti da un tedesco che li vende: Gianlorenzo ha promesso che ci invierà il link al sito ...

Intanto, visto che l'HoloMeeting non ha intenzione di spostarsi al caldo, Giampietro accende la sua macchina per creare gli effetti Lumia. Si tratta di un vetro con le superfici non parallele che si muove lentamente davanti a due LASER, uno verde e uno rosso.

Contemporaneamente, un un'altra stanza, Filippo e Luca preparano i loro LASER show.

Questo è munito di un LASER bianco o, meglio, di tre LASER: uno rosso, uno verde e uno blu, i cui raggi vengono fatti sovrapporre.

Questo è quello verde ...

... e questo è quello rosso.

Compare anche lo spirografo LASER di Gianpietro. Il suo esemplare ha un circuito di pilotaggio che permette di variare automaticamente la velocità dei due motorini. Ovviamente la scatola che lo contiene è aperta, così si può curiosare all'interno ...

Viene il momento di Ferruccio: ha acquistato di recente un LASER ad Argon, ma sente un sospetto rumore proveniente dall'interno del contenitore. Cosa di meglio che aprirlo?

Ecco il LASER aperto: il rumore proveniva dal tubo che era spezzato! La parte terminale del tubo è visibile appoggiata sul tavolo. Grandissima è la delusione di Ferruccio: l'aveva pagato 20 Euro ad una bancarella e sperava che funzionasse.

Beh, già che il tubo è rotto, perché non recuperare almeno i pezzi buoni? Andrea prosegue con il cacciavite.

Il LASER di Ferruccio assomiglia sempre di più ad un ammasso di rottami ...

Arriva il turno di Cristiano: avete un seghetto? Almeno recupero gli specchi!

Qui e qui si vede Cristiano all'opera! Notate l'attenzione di Cristiano e l'atmosfera allegra all'idea di dissezionare il LASER.

Ormai il LASER di Ferruccio è irriconoscibile: è stata recuperata anche la ventola a 110 Volt!
Mi ricorda la canzone milanese La balilla, nella quale veniva descritto il saccheggio dei pezzi di una Balilla ad uno ad uno ...

In una stanza accanto, Gianpietro ha acceso la sua nuova Arpa LASER. Qui sotto la si vede senza fumo ... 

... e qui quando è stata accesa la macchina del fumo.

Poco dopo mezzogiorno arriva Enrico, con un bel po' di materiale da mostrare e da vendere.

La LASER Harp di Gianpietro è sempre spettacolare.

La LASER Harp di Gianpietro suscita sempre la voglia di giocare con la moltitudine di raggi.

In un'altra stanza intanto, è stato acceso uno degli orologi rotanti di Enrico.

L'orologio è costituito da una specie di elica ad una pala, bilanciata, sia staticamente che dinamicamente, sulla cui superficie sono posti dei LED in fila, oltre alla logica di pilotaggio. Basta accendere i LED nel momento giusto ... facile, no?
Se vuoi approfondire, basta cercare Propeller Clock su Google; in ogni caso questo è un buon sito di partenza.

Ecco come è fatto all'interno il LASER show con il LASER bianco.

Enrico ha messo la sua mercanzia vicino all'ingresso ... ce ne accorgiamo andando a pranzo! Queste sono le scatole con i libri.

Appunto: il pranzo. Alle 13:30 siamo a tavola.

Una menzione particolare all'Osteria del Fico, di Fusignano: ho mangiato bene e il gestori mi sono sembrati cortesi, solleciti e attenti.

Un momento del pranzo. Gianpietro non mangia se non ha il vino bianco.  ;-)
Da sinistra: Luca, Luca (eh, già! Ce n'è un altro!), Ferruccio e Gianpietro.

Un altro momento durante il pranzo.
A sinistra Enrico e a destra Gianlorenzo.

Dopo pranzo si incontrano nuovamente le scatole di Enrico. Bisogna frugare e cercare se c'è qualcosa di utile.

Viene acceso l'altro propeller clock di Enrico.
Intanto vengono messi in funzione i LASER show, e ancheil generatore di Lumia e lo spirografo di Gianpietro: tutti insieme!

È il momento di Renzo. Ci propone degli interessanti esperimenti. Qui si vede la fluorescenza indotta nel vetro da un'altissima tensione a radiofrequenza. L'alta tensione è generata dalla sfera nera: è quanto rimane da una sfera al plasma rotta. La fluorescenza è chiaramente visibile sul vetro della valvola termoionica.
Renzo afferma che la fluorescenza è determinata dal fatto che è riuscito a far entrare un po' di Idrogeno all'interno della valvola, probabilmente utilizzando il fenomeno dell'adsorbimento.

Questo è il tavolo su cui Renzo ci sta per presentare il secondo esperimento: un caso di elettrolisi particolare in cui si genererebbe più energia di quanta ne v iene immessa nell'apparato. Renzo chiama questo esperimento Fusione Fredda di Ohmori e Mizuno. Io sono sempre scettico quando vedo questo tipo si esperimenti: non c'è mai un ambiente controllato, il calorimetro, il misuratore di neutroni ...

Ecco il banco per l'elettrolisi: a sinistra c'è il variac, in centro la cella con il carbonato di potassio per renderla conduttiva, a destra le scatole con il raddrizzatore e i condensatori di filtro per ottenere una corrente continua, oltre ad un magnetotermico e un differenziale.

Al sentire "Fusione fredda" c'è stato un prudente allontanamento precauzionale ...

Inizia l'esperimento! Gli elettrodi di ferro vengono immersi nella cella; la corrente è sui 10 Ampere.
Qui viene fatta passare della corrente nella cella per riscaldarla per aumentarne quindi la conduttività; qui si vede che cosa succede inserendo l'elettrodo di destra solo parzialmente, e qui inserendo quello di sinistra solo parzialmente: in altre parole invertendo la polarità!
A me sembra che la fusione fredda non c'entri un tubo. Le scintille mi ricordano piuttosto la reazione dell'Ossido di Ferro quando brucia, per esempio nella Termite (polvere di Ferro e di Alluminio). E nella cella elettrolitica, di Ossigeno, guarda caso solo ad un polo, ce n'è tanto ... nel nostro caso l'energia è fornita dall'arco elettrico. Qui c'è un filmato esplicativo.

Si decide immediatamente che la foto di gruppo verrà fatta davanti alle scintille!
In piedi, da sinistra: Cristiano Perrucci (Genova), Loredana Spartà (Genova), Luca Berardi (Argenta - FE), Filippo Storari (Formignana - FE), Luca Galbiati (Lodi), Mauro Melotti (Formigine - MO), William Balsamini (Ravenna), Massimo Moretti (Massa Lombarda - RA), Ferruccio Fabbri (Viserbella - RN), Renzo Mondaini (Ravenna). Accucciati, da sinistra: Eliza Monfardini (come il trucco: c'è ma non si vede) (Rimini), Luciano Vulcani (Rimini), Simone Lucchi (Rimini), Michela Porcellini (Rimini), Andrea (ha meno di un anno e potrà dire: "C'ero anch'io!") (Rimini), Gianpietro Grossi (Cremona), Alberto Marturini (Milano), Gianlorenzo Comunian (Padova), Andrea Verniani (Bologna), Enrico Palazzo (Ravenna).

Si ritorna in uno dei locali scaldati: la LASER Harp riscuote ancora successo. Il fumo fa la sua parte.

Spunta un apparecchio di Enrico che genera un'immagine scansionando (per favore, non utilizzate scannerizzando, scannando, ecc: c'è il verbo corretto per indicare l'effettuazione di una scansione) in orizzontale con la rotazione degli specchi e in verticale tramite il fatto che gli specchi hanno inclinazioni differenti uno dall'altro. Anche qui, come per l'orologio rotante, basta sapere accendere il LASER nei momenti giusti ...
Purtroppo non è stato possibile vederlo in funzione.

Il dettaglio del sistema di scansione meccanica: si possono vedere gli otto specchietti sul tamburo rotante.

Qualcuno, per liberare spazio sul tavolo, ha pensato di spostare lo spirografo, ovviamente mantenendolo in funzione!

Qui si può vedere la disposizione dei componenti nel generatore di Lumia.
Qui e qui si vedono i bellissimi effetti prodotti (si sente il bambino che manifesta il suo gusto estetico).  ;-)

Avendo a disposizione ben tre LASER show, come si sarebbe potuto non produrre l'insegna ufficiale del decimo HoloMeeting?

Un momento di contemplazione davanti a tanti LASER! L'effetto è davvero affascinante. Non sarà mica la sindrome di Stendhal?

Ed ecco l'interno del LASER show rosso: il LASER emette 400 mW.

Ormai tanti dei partecipanti sono partiti e si ritorna a giocare con l'arpa LASER: che ne dite di sparare i raggi fuori dalla finestra?

Detto e fatto! I raggi sono mossi perché Gianpietro teneva l'arpa in mano.

Qui i raggi sono fermi ma la foto è meno bella.
Si può notare come i raggi hanno potenze differenti uno dall'altro. Ad occhio non appariva, ma con la macchina fotografica il fenomeno è evidente.

Poco dopo le 18 io e gli ultimi rimasti abbiamo lasciato William per tornare a casa.

A casa mi sembrava doveroso fotografare meglio l'ologramma che mi ha dato Cristiano. Qui lo si può vedere da angolazioni differenti. Purtroppo fotografare gli ologrammi è un casino: visti dal vivo sono tutt'altra cosa.

Ho cercato di fotografare anche l'altro ologramma, quello che mi ha dato Mauro: qui è proiettato sul muro (illuminato dal davanti), qui in trasparenza (illuminato da dietro).

 

Un caloroso grazie a William Balsamini a nome di tutti e ... alla prossima!

 

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Pagina aggiornata il: 16 gennaio 2010.
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